MERCOLEDI' 18 DICEMBRE: A GENOVA SI PARLA DI ROSA LUXEMBURG
Sono le ore 17:45 quando – presso il circolo Arci “Zenzero” di via Giovanni Torti 35, nel quartiere di San Fruttuoso – comincia una giornata di studio sulla figura della rivoluzionaria polacca Rosa Luxemburg.
Dopo una rapida presentazione svolta da un esponente della struttura ospitante, la parola passa a Lara Piccardo, professore esterno di Scienze storiche presso il dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova.
Costei si occupa di tratteggiare la biografia politica dell’attivista polacca di origine ebraica: il taglio dell’intervento diviene palese quasi subito, quando cita in più di un’occasione il traditore ucraino Lev Davidovic Bronstein detto Trotsky.
Lo fa per sottolinearne l'interesse privilegiato per gli avvenimenti che accadono in Germania nei mesi precedenti la prina geurra mondiale, e per ricordane la contrarietà all'approvazione dei crediti di guerra, votati dalla maggioranza del Partito Socialdemocratico Tedesco (Spd) nel luglio 1914.
In quell’occasione la minoranza del partito di cui faceva parte la nativa di Zamosc, in questo in completo accordo con la maggioranza di quello che diventerà il Partito Comunista dell’Unione Sovietica, vi si oppose senza successo.
A seguire la parola passa a Sergio Dalmasso, storico del movimento operaio italiano: questi ricorda come, per decenni, la figura della Luxemburg fu messa nel dimenticatoio, perché rappresentava un modello alternativo di comunismo rispetto a quello al potere nell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Soltanto dopo la morte del compagno Stalin, il suo apporto venne ripreso da molti studiosi considerati eretici: Gyorgy Lucács in Europa, e la sinistra socialista – con Lelio Basso in testa – in Italia.
Insomma, una giornata interessante che riguarda una figura poco conosciuta che, indirettamente, dimostra la giustezza della teoria marxista-leninista, l’unica che ha condotto i proletari alla vittoria rivoluzionaria.
Le divergenze della Luxemburg rispetto a Lenin, su temi dirimenti quali la possibilità di giungere al comunismo tramite una serie di leggi che trasformino “naturalmente” il sistema capitalista in socialista ed in prospettiva comunista, ne dimostrano l’infondatezza delle basi teoriche, pericolosamente affini a quelle del traditore di Bereslavka.
Bosio (Al), 20 dicembre 2019
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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